Cosa ci aspettiamo nel mondo delle riviste indipendenti nel 2022?

In procinto di pubblicare, come ogni anno, la lista dei Best Seller di Frab's nel 2021, ci troviamo a fare le somme di un mondo, quello dei magazine indipendenti, che vediamo evolvere in maniera davvero molto rapida. E allora per la prima volta, oltre a raccontarvi quello che è stato nel 2021 con una classifica, proviamo a tracciare le linee di quello che sarà il 2022 nel mondo degli indiemag. Cerchiamo di fotografare la fenomenologia di un settore ancora piccolo, che racchiude una bellezza e un valore culturale importantissimo, ma che necessariamente deve confrontarsi con il mondo esterno senza rinchiudersi in sé stesso. Lo facciamo, e ce ne concederete licenza, con una visione principalmente europea, mercato principale al quale ci rivolgiamo, e con ancora pochi numeri alla mano oltre ai nostri interni, che cerchiamo tuttavia di condensarvi in questo articolo. Ma cerchiamo di essere il più pragmatici e completi possibile per dare una panoramica a 360° dei trend che ci attendiamo nel 2022, partendo da una piccola panoramica dell'anno appena finito. 

Il 2021 vede cessare diverse pubblicazioni, tra cui alcune davvero amate. Non parliamo però di "vittime del COVID", salvo rari casi come quello della ritirata di Flow dalla versione internazionale, perché la pandemia è stata per molti lo stimolo per scoprire il mondo cartaceo e avventurarsi nel lancio di nuove idee fatte a rivista. Semplicemente, ed è una cosa da tenere a mente, il settore delle riviste indipendenti non è affatto redditizio (il motivo ve lo abbiamo raccontato QUI). Molti progetti che nascono sull'onda dell'entusiasmo muoiono dietro l'insostenibilità economica che frena anche i migliori auspici.
Tra gli stop eccellenti nel 2021 segnaliamo una serie di riviste che collezioniamo gelosamente nella nostra selezione privata per il contenuto che apportavano al loro settore: 

1 Granary - rivista londinese di moda indipendente. Aveva affascinato molti studenti di fashion design con uno sguardo critico sul mondo della moda. Nel 2021 si è presa una pausa, fermandosi al numero 6 uscito nell'anno precedente. Il progetto continua online, ma siamo davvero fiduciosi in una ripresa delle pubblicazioni cartacee per la qualità dei contenuti in un settore "affollato" come la moda. 

Hacking Finance - rivista di economia francese. Ottima interpretazione grafica in un settore innovativo per le riviste indipendenti, che si è fermata al numero 1.

Flaneur - rivista di viaggio che ad ogni numero esplorava la storia di una singola strada nel mondo. Oggetto e idea unica e affascinante, fermatasi al culmine della sua bellezza in un reportage su Taipei già nel 2020. 

Kajet - rivista romena sui balcani e l'est Europa. Un approfondimento contemporaneo tra arte e cultura di una parte del mondo poco raccontata. Rivista molto profonda e accurata nei contenuti.

Joon magazine - Rivista d'arte che raccontava con una veste grafica eccezionale l'estro artistico della città di Portland negli USA. 

Ci sono state poi le chiusure di due riviste che hanno deciso di mettere un punto alla loro avventura editoriale alla loro decima edizione: Pipette e Wallet.

NUOVE USCITE 2021

Tra i nuovi nati abbiamo l'imbarazzo della scelta, in quanto i titoli di nuova produzione tra il 2020 e il 2021 sono stati davvero molti e, a dirla tutta, ve ne sono diversi che non ci hanno entusiasmato più di tanto. Qui vi segnaliamo alcuni progetti da seguire perché dettano una linea innovativa almeno in una loro caratteristica:

Orlando magazine (QUI il numero 1, QUI il 2 e QUI il 3) è nato nel Natale 2020, ma lo inseriamo in questa lista perché la cura estetica e di contenuto del progetto è altissima e si accompagna ogni volta ad a una copertina che diventa sintesi e sprone del suo contenuto eccellente. 

Alea magazine (QUI il numero 1, QUI il 2), rivista italiana di antropologia. Scavalca i confini accademici e irrompe nel mondo delle riviste indipendenti con rigore scientifico e passione divulgativa, centrando in pieno la mission di esplorare nuovi orizzonti tematici.  

Balcony magazine (QUI il numero 1), rivista d'arte che nella difficoltà di fare qualcosa di nuovo in questo settore incontra il format dell'intervista e rende il progetto gradevole, approfondito e molto interessante. 

Wild Alchemy (QUI il numero 2) è il magazine che ci ha letteralmente stregati con il suo mix di alchimia, scienza ed esoterismo e la sua grafica pazzesca che segna un'inversione di rotta... bye bye linee pulite e minimaliste!

Perfect magazine (QUI il numero 1), è uno dei pilastri dei lanci 2021. Esempio lampante del "grande nome" che ha realizzato la propria rivista. In questo caso è il turno di Katie Grand, editor di successo nel mondo della moda e fondatrice della rivista LOVE. Dobbiamo ammettere che l'eccessiva patina ha fatto storcere il naso a qualcuno nella seconda edizione. 

Inque (QUI il numero 1), è la nuova uscite che chiude l'anno, ma lo fa in maniera davvero memorabile. Una rivista letteraria e culturale capolavoro, un magazine che uscirà in sole dieci edizioni, una all'anno, per immortalare un decennio chiave nella storia dell'umanità (e non solo) in tutta la sua complessità, "scomodando" autori del calibro di Margaret Atwood in un'intervista col morto (Orwell) e Jonathan Lethem che scriverà un romanzo a puntate lungo 10 anni

Senza far nomi, ci limitiamo a dire che il bilancio tra nuovi lanci e pubblicazioni cessate è ampiamente a favore dei primi. La produzione nel mondo degli indiemag è sensibilmente in aumento e la pandemia, come per tante cose, ha dato ulteriore spinta a questo trend. 

Possiamo dirci che da almeno un decennio la riscoperta delle riviste indipendenti suscita un certo interesse negli ambienti di nicchia, dalla moda, alla grafica, al design, spaziando per l'arte e l'architettura. Questo si traduce in una sempre crescente disponibilità di titoli e nascita di nuove riviste, come abbiamo appena visto. Ma perchè nascono così tante riviste indipendenti? Pur se non esaustive di tutto il panorama, i promotori dei nuovi progetti hanno quattro provenienze principali, molto diverse tra loro: 

  • Storiche riviste che si rilanciano nel mondo delle riviste indipendenti, come Lotus o Cineforum.
  • Grandi editori che rivendono come indipendenti titoli ampiamente appartenenti all'olimpo della grande distribuzione o agenzie creative che trovano un nuovo modo per vendere pubblicità di lusso (queste però a noi piacciono poco).
  • Fermento per la carta di quei nativi digitali che la riscoprono non come oggetto vintage (moda più "millennial"), ma come vero strumento alternativo e di ispirazione rispetto al caos del web. Singoli o in associazione tra loro sono tra i migliori generatori di innovazione. 
  • Aziende che utilizzano il veicolo della rivista indipendente come strumento per una comunicazione di contenuti tutt'altro che pubblicitaria o scontata, realizzando vere e proprie opere di diffusione culturale che riprendono un fenomeno tipico degli anni '50 e '60 (vedasi riviste come Bracco o Skema in Italia)

Il pregio di questo fermento ininterrotto, di cui continueremo a godere nel 2022, è certamente quello di una continua espansione del catalogo a disposizione dei lettori.
L'aumento dei titoli, tuttavia, pone alcuni problemi e limiti alla qualità. Si rischia così di avere da un lato progetti estremamente commerciali che di indipendente hanno solo la patina colorita da un buon ufficio stampa, dall'altro amatorialità estrema di alcuni progetti che nascono sull'onda dell'entusiasmo e della velocità, senza solide basi dietro e con scarsa consistenza. Come ci insegna il mondo dei libri, l'eccessiva produzione non sempre corrisponde ad una crescente risposta del pubblico. 

 

C'è molta fame di riviste in campo tecnologico ed economico, ricercate da chi lavora in questi mondi ed è davvero sommerso dal ciarpame di clickbait che la rete mette a disposizione. Teatro e poesia sono ancora argomenti orfani di progetti con una struttura editoriale solida, rimanendo più legati a realtà molto amatoriali e localizzate. Istruzione e pedagogia sono temi trattati da singoli numeri di molti magazine, ma mai in maniera continuativa. Ambiente e scienza hanno qualche buon esempio che fa capolino, ma lasciano spazi sconfinati nelle varie sfaccettature delle loro materie. 

Cosa vogliamo dire? Che  di nuovo nel 2022 la produzione di riviste indipendenti si concentrerà nei settori di moda, fotografia, arte, viaggio (insieme, il 68% dei titoli apparsi nel catalogo Frab's del 2021). Con buona pace di chi decide di fare l'ennesimo nuovo titolo in questo campo e soddisfazione invece per chi decide di esplorare nicchie ad oggi quasi intonse che si dimostrano piuttosto soddisfacenti. Un consiglio agli editori e potenziali tali: cercate settori di interesse inesplorati e costruite qui il vostro progetto.

 Da questa estate sentiamo parlare di inflazione e vediamo ogni giorno un aumento dei prezzi che la nostra età adulta non ci aveva mai fatto conoscere così repentini. Non siamo economisti e non è questa la sede per cercarne le cause, ma per capirne gli effetti si, eccome. The Economist (QUI la fonte) qualche settimana fa vedeva nell'aumento dei prezzi della carta rispetto al 2020, stimati tra il 30 e il 50%, l'ennesimo colpo di grazia ai giornali quotidiani, che si trovano stretti nella morsa tra obsolescenza del prodotto, necessità dei grandi numeri e concorrenza di prezzo per competere con l'online. Nel nostro mondo l'inflazione della carta è tangibile.

Il mondo politico ed economico si divide tra chi ritiene che il fenomeno inflazionistico possa essere transitorio o ancora lungo. Nel primo caso intorno alla prossima estate i prezzi dovrebbero assestarsi e, anche se non torneranno ai livelli del 2019, quantomeno gli aumenti dovrebbero terminare. Nel secondo scenario, gli aumenti potrebbero continuare per i prossimi 2-3 anni con scenari molto complessi. 
Il primo dato certo per il 2022 è dunque l'aumento dei prezzi della carta, ovvero della materia prima più essenziale, ma anche di trasporti e stoccaggio, con un conseguente ritocco all'insù dei prezzi di vendita.

A QUESTO SI AGGIUNGE LA BREXIT E I PROBLEMI DI APPROVVIGIONAMENTO.
Il 2020, per chi lo ricorda, prima del COVID fu l'anno anche della Brexit che comportò problemi gravissimi di approvvigionamento nel mondo delle riviste indipendenti. Il 40% dei titoli che trattiamo viene prodotto o transita dagli UK, Paese con un mercato ancora molto vivo in questo settore.
Il mercato della distribuzione fuori dagli UK si sta riorganizzando, ma ancora non vi sono precisi vincitori e la produzione inglese resta davvero molto interessante.
Un altro trend, che forse è più corretto definire problema, che continueremo a vedere nel 2022 è quello di una disponibilità "differita" significativa tra l'uscita di titoli di origine inglese e la loro disponibilità europea, soprattutto per chi, come noi, ha rinunciato all'utilizzo della grande distribuzione italiana.

 

Sarà l'aumento dei costi, sarà la paura che spesso percepiamo dagli editori di "sopravvalutare" economicamente il proprio prodotto editoriale, ma nel 2021 abbiamo visto chiaramente un trend che in parte ci preoccupa: aumenta il divario tra prodotti editoriali che ricercano grande cura nell'oggetto e nuovi o vecchi magazine che nascono o si reinventano in formati molto più semplici e purtroppo meno curati.
Appaiono riviste "stampate su internet" dall'altro lato del mondo (alla faccia della sostenibilità) o rilegature a punto metallico su carta di scarsa qualità.
Ci è capitato proprio di recente che un bel magazine americano che avevamo adorato ci ha comunicato che il nuovo numero sarebbe stato autoprodotto dall'autore su carta fotocopiata in casa per tenere il prezzo basso. Non giudichiamo le scelte editoriali, ma mettiamo in guardia tanti che, spaventati dall'aumentare il prezzo al proprio indiemag, scelgono la strada della svalutazione dello stesso. È un gatto che si morde la coda: contenuti e design sono i due pilastri su cui si fonda il futuro dei magazine indipendenti. Se uno di questi viene a mancare, la rivista stessa rischia di diminuire il suo valore e perdere l'interesse di chi la segue. 

L'aumento dello spartiacque qualitativo tra magazine indipendenti è un fenomeno che continueremo a vedere nel 2022. Noi, per quanto ci sarà possibile, cercheremo di aiutare questo mondo ad elevare la qualità dei suoi prodotti. 

 

Partiamo dalla rilegatura
Negli ultimi 2 anni la brossura svizzera, per i non esperti quella cosa del dorso non incollato alla copertina che ai meno avvezzi pare un difetto di produzione, dilaga ampiamente tra i titoli in catalogo. Sarà per l'effetto autentico e artigianale che dona ai magazine, ma molti l'hanno scelta come marchio di fabbrica. Negli ultimi mesi, forse complice una sbornia da brossura svizzera, abbiamo visto rientrare il fenomeno e l'avvento della spirale in metallo o materiali plastici. Sarà questa, probabilmente la "moda ad effetto" del 2022 per quanto riguarda la rilegatura e ce lo anticipa anche il nuovo numero di A Magazine Curated By (For Gucci) in arrivo su Frab's. 

Carta
Per restare in tema di trend estetici, che noi fanatici del magazine indipendente amiamo tanto, veniamo ora alle carte utilizzate. Anche qui i numeri sono quelli che ci sono passati sotto mano su Frab's e non abbiamo rilevazioni terze a controprova. Certo è che l'usomano e tutto ciò che è poroso, riciclato e naturale ha dominato gli ultimi due anni della scena delle riviste indipendenti. Stiamo però vedendo il ritorno delle carte patinate, che se pure ci fanno pensare al prodotto da edicola, offrono un grande potenziale nell'espressione di immagini e fotografie. Probabilmente il mix usomano-patinato, con un'importante avanzata del secondo, sarà il trend cartaceo del 2022, mentre probabilmente diremo addio a quelle meravigliose carte goffrate con prezzi da capogiro.

Grafica
Ve lo abbiamo già scritto qualche riga più in su... ciao ciao linee pulite e minimaliste, bentornato colore, pagine piene e anche un po' caotiche, font sinuosi (come quello scelto per la cover di questo post) e linee curve.

Copertine

Vi ricordate Cioè e tutte le riviste con i nostri idoli in copertina? Beh, questa moda pop potrebbe tornare prepotente. Nel 2021 c'è stata una corsa pazza per accaparrarsi il numero 90 di Little White Lies con in copertina Timothée Chalamet, sta capitando ora con un numero di Dazed con in copertina Harry Styles (che si, ci arriverà ma con i suoi tempi) e con quello di The Face con Adele. Qui non c'entra nulla la passione per i magazine indipendenti; visti i numeri ci aspettiamo, ma non ci auguriamo, che le incursioni di personaggi famosissimi nelle copertine degli indiemag faccia capolino sempre più spesso. 

 

 

COFANETTI ED EDIZIONI "DI RECAP"
Qui parliamo di qualcosa di più impercettibile a livello numerico, ma comunque emergente. Tra i nostri titoli i maestri in questo campo sono stati CTRL edizioni, che hanno riscosso un ottimo successo per la versione cofanetto dei loro 3 libri rivista (a breve di nuovo su Frab's).
Wallet magazine, per la chiusura del suo ciclo di esistenza, ha realizzato un cofanetto in soli 100 pezzi al mondo, in edizione limitata su pattern Gucci, andata a ruba, nonostante il prezzo molto elevato.
Rubbish FamZine si appresta a realizzare un book riepilogativo di 10 anni di pubblicazione.
Insomma, l'ultimo decennio ha visto nascere molti progetti editoriali e quelli che hanno resistito a molte primavere non potevano che essere di successo. Quale migliore coronamento di una bella carriera se non un cofanetto? Questo trend e quello delle edizioni "di recap" continuerà certamente nel 2022.  

 

Ecco, questo è un tema che inizia a diventare davvero scottante. Sapete bene che un magazine è indipendente quando, per definizione, non è condizionato nella sua linea editoriale da eventuali sponsor. Insomma, non è necessario essere completamente adv free per definirsi "rivista indipendente". E siccome ormai gli investimenti nel cartaceo sono sempre più rari (vedi tabella andamenti investimenti globali in advertising, fonte Statista), i pochi che restano hanno davvero un valore che può fare il bello e cattivo tempo di questa nicchia. 

Pubblicità magazine indipendenti

Tra gli investitori in carta stampata sempre di più vediamo dominare un settore, la moda e i suoi più illustri protagonisti. Inserzioni di fashion brand non si vedono nelle sole riviste di moda, ma spaziano anche nel mondo di arte, fotografia e design. Insomma, essere in un indiemag ormai "fa figo" e sempre di più le pubblicazioni di nicchia si accostano al mondo del lusso. Il 2022 continuerà a vedere questi marchi avanzare e dominare l'advertising nel mondo delle riviste indipendenti. Mecenatismo, reale efficacia della comunicazione, moda? Non lo sappiamo, ma ci auguriamo che l'onnipresenza di certi fashion brand non diventi egemonia di sostegno alle riviste indipendenti. 

 

Un trend emergente in molte riviste del nostro Paese è l'anglofonizzazione assoluta, cosa che vediamo accadere anche in Portogallo e Spagna. In particolare in Italia, ottimi progetti con tirature medie per il settore (500-1200 pezzi), scelgono di parlare esclusivamente in lingua inglese. Questo nonostante l'Italia sia uno dei Paesi dove il livello di conoscenza di questa lingua sia tra i più bassi d'Europa.  EF (QUI la fonte) nella recente indagine 2021 ci sbatte in faccia questa realtà: Italia e Spagna nella regione europea sono tra i paesi con la minore competenza in inglese. 

Nel catalogo gestito da Frab's nel 2021 il 10,4% dei titoli è in lingua italiana o doppia lingua Inglese e Italiano e questo ha generato il 32% dei volumi. Notevoli sono anche le ricerche su Frab's della keyword "magazine in Italiano" e le necessità, anche se non rilevabili statisticamente, di fornire nei nostri spazi fisici prodotti editoriali in Italiano. 
Insomma, anche se questo trend pare andare contro ogni logica di vendita, un fenomeno sempre più dilagante specialmente in Italia resta la realizzazione di rivista in sola lingua inglese. Per quanto noi stessi amiamo un mondo dalle frontiere aperte e crediamo che un buon indiemg debba puntare da subito a un pubblico internazionale, la lingua del proprio paese è importante. Il consiglio, per invertire questo trend, è quello di fornire traduzioni complete del magazine anche in un libello separato (vedi il caso di Dàme).

Il 2022 ci porterà un mare di riviste in più tra le quali scegliere, che probabilmente costeranno di più rispetto al passato, ma che dovremo fare sempre più attenzione a selezionare con cura. Buona parte dei nuovi nati sull'onda dell'entusiasmo della carta potrebbe avere vita breve in una nicchia sempre più competitiva nel lato della domanda, ma che non trova ancora un'affermazione tra i lettori e, soprattutto, tra i rivenditori (complice la miopia delle piccole librerie incapaci di svincolarsi dal giogo della grande distribuzione).
In questo elenco piuttosto selettivo di fattori chiave per il 2022 non abbiamo citato quello più importante e che sarà davvero il game changer del nostro mondo. Se non lo abbiamo nominato, per la verità, è perché più che di un trend si tratta di un auspicio che facciamo ai piccoli editori, certi che sarebbe un elemento utilissimo all'affermazione del loro progetto: siate straordinariamente creativi. Fate cose diverse, utilizzate la carta in modo davvero utile per stimolare l'intelletto, l'immaginazione e anche i sensi: lavorate oltre che sulla vista anche su olfatto, tatto e, se ci riuscite, anche sull'udito (una nostra personalissima lode ai promettenti TBD X POST nel numero che presto troverete su Frab's). Ci aspetta un 2022 dove le proposte in termini di titoli aumenteranno e per emergere bisogna davvero creare qualcosa di unico.

A noi il compito di raccontarlo. 

30 dicembre, 2021 — Frab's Magazines & More

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