'tina: la rivistina di Matteo B. Bianchi nel Secret Mag Club di settembre

La prima volta che ho conosciuto (telefonicamente) lo scrittore Matteo B. Bianchi è stato nel 2020, mentre il mondo era barricato in casa e io facevo incetta di nuovi titoli da far conoscere ai lettori di Frab’s. È così che sono arrivata a Matteo e che lui è arrivato a me proponendomi di raccontare di Frab’s in un episodio del suo podcast Copertina. Da lì la mia richiesta, diventata sempre più insistente, di poter inserire nel nostro Secret Mag Club una delle riviste letterarie più longeve d’Italia, è stata praticamente scontata. Ho “corteggiato” per mesi Matteo perché realizzasse quel numero speciale di ‘tina che aveva in mente e che, per una strana e bella combinazione di eventi, è diventato realtà.
Ma partiamo dall’inizio…

È il 1996 quando Matteo B. Bianchi fotocopia clandestinamente, negli uffici dell’agenzia di comunicazione per cui lavora, le prime dodici copie della prima edizione di ‘tina: “erano 11 le persone a cui pensavo di inviarlo e una copia volevo tenerla per me”, racconta in un’intervista. Undici persone così entusiaste del progetto che convincono Matteo a pubblicare la rivista per oltre 20 anni.
‘tina, diminutivo di rivistina, è una rivista di narrativa pop contemporanea che soddisfa tutti i requisiti che un bel magazine indipendente deve avere: i contenuti sono di altissima qualità ed è completamente libera, a partire dalla cadenza irregolare con cui viene pubblicata, per finire con la sua forma, che negli anni è mutata per adattarsi ai tempi. Nata in pieno stile fanzinaro, ‘tina per qualche anno è stata una rivista solo digitale (da stampare e rilegare a casa propria) per poi tornare al cartaceo, assumere anche la forma di un podcast e, nel 2021, con il numero 36 che abbiamo inviato agli abbonati del Secret Mag Club, assumere le sembianze di un libro (di quelli fatti bene che hanno pure la cover rigida!).

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Tra le pagine di ‘tina vengono da sempre pubblicati esordienti, affiancati a volte da nuovi racconti di scrittori noti. Credo che il vero punto di forza di questa piccola rivista, sia la grande e non scontata capacità di Matto B. Bianchi di fare selezione, di saper leggere il talento prima di tutti gli altri, di premiare penne originali e mai banali. Basti pensare che tra le sue pagine sono passati, da esordienti, nomi affermati della narrativa nazionale, come Tiziano Scarpa, Paolo Nori, Piersandro Pallavicini, Ilaria Bernardini, Marco Mancassola, Antonella Lattanzi.

'tina matteo b. bianchi

Ceci n’est pas un livre

“Da anni sognavo di fare un libro di ‘tina, ma non ho mai avuto l’occasione giusta per farlo. Era lì, nel cassetto mentale dei progetti”. Matteo introduce così il trentaseiesimo numero della rivista, un numero speciale perché più corposo degli altri, 224 pagine di parole, 11 racconti brevi, medi, lunghi e lunghissimi inframezzati dalle grafiche sacre (o sacrileghe) di Sergio Tanara, più una ghost track, ovvero un racconto nascosto che c’è ma non si vede, un po’ “come si faceva una volta nei cd, che c’era una canzona nascosta e uno la scopriva solo se lasciava andare il cd a vuoto per un po’” (io ad esempio non dimenticherò mai lo spavento della prima volta che lasciai andare avanti, per puro caso, l’album Squerez dei Lunapop e partì un’inquietante canzone che tanti anni dopo divenne “Il Pagliaccio” di Cremonini”).

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Il criterio con cui vengono selezionati i racconti è sempre lo stesso: sono quelli che piacciono di più a Matteo B. Bianchi tra i tantissimi che riceve ogni giorno. Per questa edizione speciale sono stati selezionati i racconti di: Mattia Grigolo, Chiara d’Agostino, Sergio Oricci, Luca Laudati, Vincenzo Corvello, Alberto Poli, Marta Correggia, Anita Ranchifiori, Enrico Prevedello, Luca Murano, Luca Tosi e Gianmarco Perale per un pot-pourri di parole che fanno ridere e anche un po’ incazzare, ma che soprattutto sono in grado di tenere il lettore incollato alle pagine del libro-rivista per ore!
Avrete a che fare con madonne (che per la prima volta entrano in un racconto e non solo sulla cover della rivista), laureati senza lode con scarsa voglia di cercare occupazione, strane morie di gabbiani, adulteri con beneficio del dubbio, aspiranti suicidi e molto altro.

Di ‘tina però dovete sapere un’altra cosa, è un prodotto piuttosto raro perché Matteo B. Bianchi in genere ne stampa poche copie da distribuire esclusivamente durante le presentazioni. Di questo numero, che è stato stampato proprio per il #SecretMagClub, ne abbiamo ancora pochissime copie disponibile e, se vi affrettate, forse le trovate ancora QUI.

Non mi resta che augurarvi una buona e sana lettura!

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09 ottobre, 2021 — Anna Frabotta

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