Una rivista, il femminismo e l'8 marzo di Frab's

Siamo del parere che la Festa della Donna non possa limitarsi ad essere una festa commerciale fatta di follie floreali, cioccolatini, pizzate tra amiche e spettacolini trash, siamo però anche del parere che sia una giornata da continuare a celebrare nel suo significato più stretto e quindi per quello che ricorda e che ha significato in tante battaglie combattute e in tutte quelle ancora da combattere. Viviamo ancora in un mondo dove essere donna è difficile, un mondo che tassa i nostri beni di prima necessità come fossero un frivolo lusso, che ci paga meno di un uomo a parità di competenze, che ci relega a quote rosa come se da sole non potessimo farcela, che il caffè in ufficio durante una riunione lo fa sempre una donna, che la paternità dura pochi giorni (si, anche le lotte per i diritti dei padri sono lotte femministe!), un mondo dove c’è sempre qualcuno che ci dice come essere donne, un mondo che “te la sei cercata”.
È per questo che la Festa della Donna va celebrata l’Otto Marzo, anche con fiori e pizzate, così come va celebrata e combattuta ogni altro singolo giorno dell’anno.

Questa è una delle cause che sposiamo con più convinzione e nel farlo cerchiamo di diffondere tante voci di donne che possano essere d’ispirazione per cambiare questo mondo strano. Su Frab’s trovate sempre una selezione di riviste animate da ideali femministi e genderfree, perché il patriarcato si può sconfiggere anche una pagina per volta.
Tra i tanti magazine che abbiamo e abbiamo avuto nel nostro catalogo, oggi ve ne consigliamo uno in particolare che è il riassunto perfetto di piccole lotte, passione per la propria causa e bellezza editoriale. Viene da una piccola libreria al femminile nata nel 2018, la cui storia ci ha strappato un sorriso di fiducia.

The Second Shelf
The Secondo Shelf è una rivista di “libri rari e parole scritte da donne”, ma è anche un bookstore che si trova nel cuore di Soho a Londra e che è specializzato, per l’appunto, in libri rari scritti da donne. A.N. Devers, proprietaria della libreria ed editrice del magazine, sta cercando di ribaltare un cortocircuito che riguarda il settore dell’editoria (e non solo): i cataloghi di librerie e biblioteche sono composti per lo più da titoli scritti da uomini perchè il canale della distribuzione libraria (e non solo) storicamente è sempre stato nelle mani degli uomini.

 

 

A.N. Devers ha deciso così di concentrarsi proprio su libri scritti da donne creando per la prima volta un catalogo che contenesse esclusivamente autrici donne: da prime e rare edizioni di grandi nomi, come Jane Austen, ad autrici meno conosciute ma altrettanto meritevoli di essere lette. La cosa più incredibile è che il lavoro di A.N. Devers è stato davvero di ispirazione e oggi sono diversi i rivenditori che includono cataloghi con un focus sulle donne.


Aprire le pagine del magazine è come aprire la porta a vetri rossa della libreria. Si viene accolti immediatamente da un buonissimo odore di carta, colla e inchiostro, la copertina porosa al tatto ricorda la tela dei vecchi libri e la carta spessa e opaca delle pagine ci introduce alla ricchezza dei suoi contenuti. Si parla, ovviamente di libri, tanti, tantissimi libri. Tutti scritti da donne, tutti accompagnati dalle foto di edizioni rare e meravigliosi approfondimenti e storie di vita. Si parla di donne che scrivono, ma anche di donne che leggono e di donne che salvano i libri restaurandoli e le interviste sono di quelle che lasciano il segno.

 

 

In questo secondo numero, in particolare, insieme a tanti consigli di lettura, c’è un approfondimento su Angela Carter, che va dalla “pornografia” nel suo The bloody chamber alla sua libreria privata, un’escursione nella guida al piacere di Marjorie Hillis, romanzo che già nel 1936 celebrava la vita da single di una donna. E poi ci sono le interviste, come quella all’illustratrice Posy Simmonds, alla scrittrice irlandese Claire-Louise Bennet, a Sharmaine Lovegrove, editore dei Dialogue Books che danno voce alle persone emarginate dalla società.
Un magazine da divorare tra un boccone di torta mimosa e attacchi di bibliofilia acuta.

Se poi non ne avete abbastanza, per rimanere in tema di bibliofilia e femminismo provate l’ebrezza lenta dei racconti e delle poesie di Mal Journal, un breviario al femminile sulla sessualità e l’erotismo dalle forme più eccitanti a quelle più brutte. Se invece vi sentite più pop ed energici, lasciatevi catturare dall’irriverenza di Worms, rivista nata per celebrare la cultura letteraria femminile che con foto, storie e tante interviste, racconta di scrittrici di ieri e di oggi che online o su carta narrano la femminilità.

06 marzo, 2020 — Dario Gaspari

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