progetto grafico rivista

Progetto grafico

Prezzo di listino €15,00

Progetto grafico è la rivista internazionale di grafica edita da Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva. La rivista, fondata nel 2003, è stata diretta fino al 2011 da Alberto Lecaldano, dal 2012 al 2014 da Riccardo Falcinelli e Silvia Sfligiotti, dal 2015 al 2017 da Silvia Sfligiotti e Davide Fornari. Nel dicembre 2017 la direzione è stata affidata a Jonathan Pierini e Gianluca Camillini.
Da sempre un punto di riferimento per la cultura del progetto di comunicazione visiva in Italia, dal 2012 è tradotta integralmente in inglese.
Il nuovo «Progetto Grafico» offre uno sguardo critico sulla cultura grafica e visuale, attraverso una narrazione per frammenti. Propone associazioni tra articoli basate su collegamenti di diversa natura che valorizzano considerazioni transdisciplinari, storiche e contemporanee. Uno sguardo molteplice, che si declina dal lontanissimo al vicinissimo, attraverso una riproposizione del reale che cerca di catturare ora aspetti di ampio respiro, ora questioni specialistiche. La convinzione è che l’osservazione delle manifestazioni visive, sia che si tratti di artefatti che di rappresentazioni delle cose, così come la produzione grafico-visiva, possano dare un contributo necessario al dibattito culturale odierno.
Anche le tipologie degli interventi sono eterogenee includendo materiali visivi, saggi e interviste. Ogni numero è un excursus narrativo che esplora le possibilità di storytelling della rivista.

Lingua: italiano e inglese

ISSUE #35 - Sacro

Il termine «sacro» ha un’origine incerta. Potrebbe derivare da una radice indoeuropea, «sac/sak/sag», collegata al concetto di «aderire, tener vicino, essere avvinti» e in questo senso potrebbe essere vicino al termine «religione» («re-ligio»); potrebbe derivare però anche dalla radice sanscrita «sac-ate» che assume il senso di «seguire, accompagnare, adorare».

In questo numero di Progetto grafico abbiamo cercato di guardare attraverso il concetto di sacro, cercando di non impiegare a tutti i costi la lente dell’ironia spesso usata per parlare della sacralità. Ci siamo chiesti se fosse giusto essere sempre dissacranti o se questo approccio non fosse a volte solo un segno dei tempi. Abbiamo osservato come sacralità e religione, seppur collegati, non rappresentino esattamente la stessa cosa: se il concetto di religione oggi può apparire distante dalle discipline del progetto, quello di sacralità ci può portare a domande interessanti nel nostro campo.

Per questo tema in particolare la nostra scelta di narrazione, basata sull’osservazione di frammenti e particolari, ci è stata molto utile. Abbiamo percepito il sacro come un concetto complesso e contraddittorio, che richiede un’osservazione capace di punti di vista differenti, talvolta distaccati, altri vicini o ancora ironici. Ci è parso il segno di una prospettiva comune, almeno nel mondo culturale: eppure il linguaggio della venerazione è impiegato costantemente in numerosi ambiti, anche come arma per destare consensi politici. Tuttavia, non siamo sicuri di essere, a nostra volta, totalmente estranei alla venerazione di certi culti, magari laici – per questo abbiamo cercato di usare l’occhio dell’entomologo per osservare come adoriamo e come ridiamo dell’adorare, per vedere qualcosa di noi che difficilmente sappiamo rilevare.

In questo numero
Segnatura d’archivio: Cardozo Kindersley
Patrick Lacey–Åbäke & Jonathan Pierini, La morte è per i vivi – Appunti per una conferenza
Saul Marcadent, Pagine da venerare – Rei Kawakubo Six e il sesto senso
Invernomuto, Cosmologia di un RAS – Note per un saggio immaginario
Dr. Pira, Hip hop e alieni: siamo in pericolo?
Silvio Lorusso, La regola di AG Fronzoni
Segnatura visiva: Josephine van Schendel, Witches Brew