Testo Firenze - Un ottimo inizio

Siamo soliti scrivere degli eventi a cui andiamo solo per annunciarveli. Per Testo Firenze facciamo un'eccezione meritatissima per spiegarvi, a posteriori, il significato della prima edizione di questa tre giorni dedicata ai libri che ci ha lasciato il segno. È stato per noi un evento diverso dal solito, ma uno tra gli eventi più Frab's di sempre.
Testo Firenze è un evento Frab's innanzitutto perchè è bello esteticamente: mentre il giovedì sera prima dell'apertura allestivamo la nostra posizione, vedevamo un distinto signore aggirarsi per gli spazi ampi della Stazione Leopolda di Firenze in bicicletta. Osservava molto, parlava con tante persone e continuava a girare in bicicletta, il che è abbastanza bizzarro da vedere ad una fiera del libro. Scopriamo il giorno dopo, cercando un piccolo gancio, che era l'architetto che con grande attenzione ha costruito spazi lineari, espositori eleganti e luci perfette in grado di dare risalto alla protagonista principale dell'evento: la carta. Per noi è stato un bellissimo stimolo, perchè a volte per liberarsi da un’aurea che vuole l'editoria triste e povera, bisogna essere i primi a creare la bellezza, anche estetica.

Testo firenze
 
Fatte le dovute premesse estetiche, passiamo ora alla sostanza.
Testo Firenze è un evento che ha lasciato spazio alla carta di confrontarsi ad armi pari. Certo, noi e qualche altro editore indipendente e sperimentale eravamo outsider rispetto alle montagne di libri stupendi che si potevano trovare. Ma ad ogni casa editrice è stato assegnato uno spazio identico, perfettamente lineare e uguale. Lo spazio, a volte, è sinonimo di potenza, e lasciare che questo non influisse sulla capacità dei vari libri di confrontarsi tra loro, è stato un messaggio molto significativo e apprezzato. 
Le armi pari sono state forse l'innesco anche per un altro gradito messaggio ricevuto da tanti lettori e lettrici e che noi stesso abbiamo percepito: a Testo sono tutti uguali. Grandissimi editori, società che letteralmente "sono" il sistema e piccoli editori che creano meraviglie e sperimentano ogni giorno con numeri assai più piccoli. Questo senso di uguaglianza è stato impressionante e apre le strade a percorsi del tutto innovativi nel mondo editoriale, senza pregiudizi, che non vediamo l’ora di aiutare a costruire.
Testo firenze frab’s magazines
Oltre al torneo di calcetto per editori (davvero un bel modo per fare squadra in un settore spesso parcellizzato e campanilistico) e agli eventi ludici collegati, il mix di eventi dedicati all'editoria è stato molto ben strutturato. Poche sbrodolate su questo mondo, ma piuttosto una serie lucida di incontri analitici sull'ecosistema editoriale che con alternanza gradevole hanno mixato interessanti discussioni sui mezzi di diffusione editoriale e i sistemi di pubblicazione e vendita ad incontri con autori e case editrici che i libri li pensano, costruiscono e producono. 
Una selezione che raccoglieva i gusti di tutti, dai bibliofili accaniti che hanno potuto incontrare alcuni autori di spicco, agli editori interessati a conoscere quello che accade oggi nel sistema. Tra i tanti volti di spicco presenti alla tre giorni fiorentina citiamo lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, la newyorchese originaria di Addis Abeba Maaza Mengiste, recente vincitrice del Premio Gregor von Rezzori, lo scrittore olandese Jan Brokken, Katherine Angel, Marino Sinibaldi, Nadia Terranova, Chiara Valerio.
Talmente tanti gli eventi, che la necessità di essere molto rigidi sulla loro durata ha lasciato forse in molti un desiderio di discussione non esauribile nei giorni della fiera. 

"Ecologia del mondo editoriale" è stato, a nostro modo di vedere, uno degli eventi centrali per gli editori. A confronto tra loro c'erano Jurgen Boos, Marino Sinibaldi, Chiara Valerio e Andrea Gessner. Sono emerse da questa chiacchierata, per la quale il triplo dei 45 minuti disponibili non sarebbero comunque stati sufficienti, tutte le sfaccettature di un mondo, in particolare del libro, che si trova gongolante dopo anni di numeri inaspettatamente alti nonostante la pandemia e che ora deve trovare la sua strada. L'accenno al "sistema Italia" in cui pochi editori controllano tutto è stato presente ma molto debole, si è aperto però l'interrogativo su quale sia il ruolo delle istituzioni nell'aiutare l'editoria e quali interventi normativi, dopo il bonus diciottenni e la regolamentazione degli sconti, siano necessari per dare al mercato il giusto equilibrio. Curioso l'intervento di Jurgen Boos, presidente della Fiera del Libro di Francoforte, che si domanda perchè in Italia vi siano così tante fiere dell'editoria rispetto al resto d'Europa. L'interrogativo lascia intendere una necessità di razionalizzazione, ma anche di ricerca della qualità che prende sempre più spesso forma anche nella nostra minuscola esperienza: gli eventi senza spessore hanno senso? A volte no. 

“Nuove riviste culturali” è stato invece l’evento che abbiamo sentito a noi più affine. A confrontarsi c’erano gli ideatori delle nuove riviste più importanti del panorama italiano, tra cui Christian Rocca e Marino Sinibaldi che, con coraggio, hanno dato vita a riviste dove il long form, la qualità e la capacità di selezionare temi e articoli diventano centrali, contro il caos di informazioni che si trovano sul web. Anche qui, purtroppo, i 45 minuti di tempo disponibili per il confronto hanno lasciato troppe domande senza una risposta, ma il solo fatto che sia stato aperto un di dibattito intorno all’editoria periodica  è stato indubbiamente incoraggiante. 

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L'ultima cosa che non è passata inosservata di questa tre giorni è "ll Daily di Testo Firenze" e tutti i piccoli dettagli che fanno la differenza in una fiera. Perchè durante questi eventi sono i dettagli a dare serenità agli editori e quindi ai lettori. Ogni mattina all'apertura degli stand ricevevamo il free press "Il Daily di Testo", una pagina formato A3 che raccontava quanto successo il giorno precedente e dava voce a interviste con i singoli editori e ai fatti più irriverenti della fiera. Barbe lunghe, pantaloni a costine e frenesia nello "spostare le cose" ci hanno strappato sorrisi fortificanti. Il Daily è stato realizzato nel durante un workshop di editoria e risoprint a cura di Bruno, un’ottima idea per trasformare quello che poteva restare un workshop fine a se stesso in un bel momento legato alla fiera. 

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All'organizzazione poi non sono sfuggiti dettagli che non interessano certamente ai lettori più accaniti, ma tanto agli editori. Un parcheggio comodo, dei lucchetti per la cassa (anche questa fornita dall’organizzazione), wifi funzionante, un bar/ristorante con buon cibo a prezzi abbordabili, dei tavoli comodi e ben ingegnati, la pulizia di bagni e sale ristoro. Una fiera può essere fantastica anche senza questi piccoli dettagli, ma se ci sono si notano e fanno la differenza. 

Ultimo aspetto, degno di nota, a frequentare la manifestazione è stato un pubblico davvero variegato, un target trasversale che ha toccato tutte le età e gli interessi, dagli studenti universitari e delle accademie di moda ai pensionati, passando per professionisti del settore, lettori incalliti e semplici curiosi.

Non ci resta che fare i complimenti a Todo Modo per l'idea grandiosa e a Pitti che ha supportato con lungimiranza questa maestosa iniziativa culturale, un successo di pubblico, consapevole e appassionato, che merita di essere ripetuto. 

 



 

28 febbraio, 2022 — Frab's Magazines & More
Tag: eventi

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