Tank - In other words issue

$23.00

Tank è una rivista indipendente inglese lanciata nel 1998 da Masoud Golsorkhi e dal direttore artistico Andreas Laeufer, che si occupa di cultura contemporanea, moda, arte, architettura, tecnologia e politica.
È considerata una delle pubblicazioni pionieristiche nel mondo delle riviste indipendenti, perchè da sempre bilancia un basso numero di inserzionisti con un prezzo di copertina elevato. 
Il suo slogan "Small tank, big fish" ha dato inizio a una tendenza in cui creativi, scrittori, artisti e fotografi potevano guardare oltre le aree di discussione convenzionali.
Dal suo lancio, il gruppo Tank si è espanso per includere Tank Form, tank.tv, TankBooks e la rivista Why.

Numero di pagine 304
Lingua: inglese

IN OTHER WORDS ISSUE
Con questo numero di Tank prendi il volo per mondi nuovi attraverso le migliori letture dell'estate, selezionate dai redattori ospiti Barbara Epler (Nuove Direzioni), Anthony Bird e Taylor Bradley (Honford Star) e Lucy Kumara Moore e Lilly Markaki (Claire de Rouen).
In questo numero ci sono libri di narrativa, saggistica, poesia e arte di stelle in ascesa tra cui Bora Chung, Fernanda Melchor e Tahi Saihate e supernove affermate tra cui Sheila Heti, Darius Koehli e Anne Carson.
In queste pagine troverai un golem da toilette parlante, un ritratto a gravità zero della vita familiare e una rivisitazione della follia di Eracle, insieme alla poesia sperimentale e alla rivisitazione lirica di un turgido Plinio il Vecchio.
Inoltre:
Martine Syms condivide la sua lista di letture teoriche dal suo film The African Desperate
Anna Della Subin e Agnieszka Kurant creano una mappa dell'involontario divinizzato e discutono delle economie circolari di religione, lingua e valuta
Claudia Steinberg presta orecchio alle riflessioni musicali di Susan Howe sulla poesia e il nord-est americano
Interviste a Jennifer Venditti sull'arte del casting, Panjak Mishra sulla generazione dei bambini indiani perduta a causa della modernizzazione e Tom Mills sulla privatizzazione di Channel Four e il futuro delle trasmissioni pubbliche