Intervista ad Antonella Pescetto di Orlando

Se dovessimo fare un gioco e descrivere Orlando magazine con un solo aggettivo, sicuramente questo sarebbe bellezza. Le pagine di questa rivista multidisciplinare dall'anima italiana trasudano tutto il Bello che è possibile trovare in un'opera d'arte così come in un buon bicchiere di vino, in un'insolita lettura o in una suite di design.
E non potrebbe essere diversamente considerando che Antonella Pescetto, Founder e Creative Director di Orlando, è letteralmente onnivora di bellezza: laureata in Letterature moderne, un master in arte contemporanea, studi di violino in Conservatorio, Sommelier. Insomma, un pout pourri di interessi che si riflettono tra le pagine del magazine che ha ideato. Ma Antonella non è da sola, con lei un team fieramente tutto al femminile completa la redazione.

Abbiamo intervistato Antonella per farci raccontare meglio la sua creatura.

Come descriveresti Orlando a chi non vi conosce?
Orlando è il primo magazine al mondo concepito per essere “abitato”: un Magazine/hotel che offre un break culturale ai suoi ospiti/lettori, per spezzare la frenesia di ogni giorno. Un Hotel immaginario: all’interno delle sue stanze e per i suoi corridoi, Orlando e il suo lobby boy Mr. O sono pronti ad accogliere viaggiatori sensibili e curiosi, esploratori del contemporaneo, in costante ascolto dell’evolversi di stili, linguaggi e tendenze. I nostri lettori sono alla ricerca continua di stimoli e di meraviglia e speriamo di accontentarli, accogliendoli tra le righe del nostro Hotel.

“Leggere è andare incontro
a qualcosa che sta per essere
e ancora nessuno sa cosa sarà”.
Italo Calvino

 

So che Orlando è per te un nome particolarmente importante. Come mai hai deciso di chiamare così la pubblicazione?
La letteratura è all’origine del nostro progetto editoriale e per questo Orlando deve il suo nome a due eroi letterari: l’eroico cavaliere “Furioso” dell’Ariosto e il paladino dell’eterna giovinezza di Virginia Woolf. Il "furore" della rivista è rappresentato dall’incessante ricerca espressiva e dai molteplici settori di interesse: È labirintico come il Furioso e dicotomico come l'Orlando di Woolf.
Ho chiamato Orlando anche il mio primo bimbo, nato una settimana fa e dimostra già il suo aspetto più Furioso ;)

Qual è l’obiettivo di Orlando?
Stimolare, mostrare bellezza, emozionare attraverso storie di persone autentiche, pescate, con infinita ricerca, dal magico mondo della creatività.

Come hai accennato, la struttura editoriale di Orlando è davvero particolare. Per superare la “banale” divisione degli articoli per argomento, avete inventato un magazine-hotel che celebra, ad ogni piano, la bellezza di arte, design, musica, cibo, letteratura. Come vi è venuta questa idea? Ce la spieghi meglio?
Questa idea è nata da una infinita serie di conversazioni con mio marito Alex, mia vittima preferita per brainstorming. Dopo aver vagliato tantissime opzioni di cornici boccaccesche per ospitare gli svariati contenuti del magazine, alla fine siamo giunti all’hotel, perfetta cornice fisica ed immaginaria. Ho pensato al romanzo di Perec La Vita, istruzioni per l’uso, una delle massime rappresentazioni dell’OuLiPo, movimento letterario che amo profondamente, di cui faceva parte anche il mio nume tutelare Calvino. L’iperromanzo, la metaletteratura sono per me sfide e divertissment irresistibili che voglio riportare nella struttura di Orlando. Nei prossimi numeri scoprirete giochi di rimandi interni, tra un articolo ed un altro, giochi di specchi ed incastri.
La struttura di Hotel immaginario permette al lettore di salire e scendere tra i diversi piani tematici, intrattenendosi con i suoi ospiti: artisti contemporanei, designer, musicisti, attori, vignaioli, artigiani.
Al ground floor si trova il ristorante e il giardino dell’hotel: qui il lettore potrà soffermarsi su letture riguardanti il mondo del food & beverage e il fascino di giardini e labirinti.
Al 1st floor la biblioteca e la sala espositiva: piano consigliatissimo a chi desidera avere consigli di lettura inconsueti e scoprire artisti contemporanei strabilianti.
Al 2nd floor il lettore potrà finalmente riposare nelle suites, dal design studiato nei minimi dettagli, in cui potrà sfogliare approfondimenti su architetti, interior designer e mondo dei materiali e tessuti. Ci assicureremo che qualcuno gli porti il servizio in camera!

Cosa possiamo trovare in questo secondo numero?
Questo secondo numero di Orlando, come ogni sua uscita, è guidato da un tema principale, il quale viene sviluppato nel servizio fotografico editoriale; il primo numero seguiva le orme dell’Orlando Furioso, mentre questo è stato dedicato al giovane eterno, l’Orlando di Virginia Woolf: un’avventura che attraversa, con coraggio, i secoli dal Cinquecento al Novecento. Passando dal genere maschile a quello femminile, Orlando cerca di raggiungere, nei secoli, la conoscenza di sé e della sua più profonda natura. Questa è la missione lunga una vita, una vita eterna, in cui la completezza risulta essere risultato proprio dell’aver vissuto vite in entrambi i sessi. L’eroismo, per Woolf, è l’accettazione di questo terzo genere, creato dall’unione di Maschile e Femminile.
La poesia è la compagna fidata di sempre, che aiuta il nostro eroe a mantenersi giovane e a segnare la storia della letteratura con la sua impronta di penna.
Orlando ci fa provare l’ebbrezza della libertà e la sensazione che l’immortalità sia alla portata delle anime sensibili, che si aprono ad accogliere l’inaspettato e il diverso.
Fra le personalità intervistate nel secondo numero, la designer internazionale Patricia Urquiola, l’artista visiva Nadia Kaabi Linke, la celebre grafica Louise Fili, il tenore italiano Francesco Meli, il plant artist Satoshi Kawamoto, l’artista Newyorkese Richard Saja, raccontati attraverso lo sguardo inconsueto e appassionato della nostra redazione e proposti in una edizione di pregio.

Avete appena lanciato la seconda edizione di Orlando, ma mi hai già detto che il terzo numero sarà bellissimo. Qualche anticipazione?
Top secret, ma posso solo dire che il tema editoriale sarà conturbante e gotico, esploreremo il favoloso mondo delle carte e avremo, come ospiti, grandi nomi della cultura e della creatività contemporanea, oltre a curiosi giochi meta-letterari.

Domanda di rito: perché un magazine cartaceo in un epoca dominata dal digitale?
Perché sono una bibliofila, letterata, che ama infilare il naso dentro ai libri antichi e nuovi, farmi suggestionare dal profumo della carta ed inseguire gli eroi che la popolano.
Non ho mai pensato di fare un prodotto online, sicuramente abbiamo intenzione di creare contenuti specifici per il pubblico online, ma il cartaceo è il mio baluardo, il mio porto sicuro. 

Con Orlando nasce la tua casa editrice, Tessiore. Anche questa potrebbe sembrare una scelta anacronistica (che noi ovviamente amiamo!) o quantomeno anti-economica. Come mai ti sei lanciata nel mondo dell’editoria e quali progetti editoriali hai in serbo per il futuro?
Mi sono affacciata al mondo dell’editoria perchè mi risulta l’unico modo per poter esprimere le mie necessità più impellenti. Ho bisogno di comunicare il mio punto di vista attraverso la cultura a tutto tondo: non riesco a pensare di limitarmi ad un area sola della cultura, per questo è nato anche Orlando. Ho valutato tante altre strade, ma questa è l’unica che mi faccia sentire al posto giusto al momento giusto. Il mio intento, una volta reso autonomo Orlando, è di produrre grandi volumi illustrati su tutte le mie passioni.

 

23 giugno, 2021 — Anna Frabotta

Lascia un commento

I commenti saranno verificati prima della loro pubblicazione